Affrancarsi dalle vecchie mappe, create su
una conoscenza parziale e antiquata del mondo non è semplice. Orientarsi sulla
propria mappa, infatti, è mettere in discussione il sapere uguale per tutti,
abbracciando la voglia di migliorare.
E’ munirsi di strumenti di comprensione per
poter trasformare noi stessi, per non dover dipendere da idee altrui, da
modelli esterni, da poteri manipolatori. Poter esprimere così ciascuno la propria forma di bellezza.
In ogni
persona c’è il desiderio di veder realizzata e valorizzata la propria
diversità, ciò che la rende e la fa sentire unica e originale.
Cosa fare perché il desiderio si trasformi in
realtà?
Forse si potrebbe lasciarsi pervadere dal
femminile e dalla sua potente saggezza.
E’ dal punto di vista femminile, dai gesti
quotidiani e da un andirivieni tra le cose della vita che possono trovare
nutrimento i grandi progetti e le cosiddette grandi imprese.
Lo
sguardo al femminile, infatti, è attento a ciò che accade nelle relazioni e
nelle pratiche di innovazione sociale e spirituale.
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“Essere
donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida
che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna.
Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata”. Oriana Fallaci
Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata”. Oriana Fallaci
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Per
convesso, purtroppo, il disagio al femminile non trova voce e quando ciò
avviene non è sempre possibile intervenire.
L’intensità del dolore non ha bisogno di
tracce visibili sul corpo, ma la violenza brutalmente fisica che sfocia nel
reato deve essere fermata in modo pieno ed incisivo, anche con la prevenzione.
In Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni. Un dato allarmante, quanto reale.
Com’è possibile intervenire? Cosa si potrebbe fare? Come reagire a questo dilagare barbarico? Un valido strumento di intervento è la MEDIAZIONE.
In Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni. Un dato allarmante, quanto reale.
Com’è possibile intervenire? Cosa si potrebbe fare? Come reagire a questo dilagare barbarico? Un valido strumento di intervento è la MEDIAZIONE.
La mediazione è un percorso relazionale tra
due o più persone che, attraverso la facilitazione, mira alla risoluzione dei conflitti
che si caratterizzano per la natura sociale, culturale, penale, evitando così
la degenerazione del conflitto sia sul piano personale che giuridico.
La
mediazione offre un modo di affrontare il conflitto con una dimensione naturale, non dà torto o ragione
ma ha lo scopo di portare alla luce ed analizzare quelle motivazioni non sempre
note agli stessi soggetti coinvolti, comportamenti dannosi per l’altro e per sé
stessi. Si impara così a progettare in modo autentico la propria esistenza e a stare
bene in relazione con sé e con gli altri.
Il modo d’essere del mediatore/facilitatore è
da considerarsi come un intervento di alto valore umano. E’ facilmente riscontrabile, infatti, come il dialogo favorisca
notevolmente il miglioramento della qualità dei rapporti umani, elemento che si
ripercuote positivamente anche sul piano sociale.
Ecco alcuni esempi di problematiche di cui il
servizio si occupa:
- Violenza o
stalking;
- Gestire lo
stress;
- Conflitti
familiari;
- Migliorare
capacità genitoriali;
- Relazioni
all’interno della coppia;
- Separazioni conflittuali
- Superare eventi traumatici;
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