domenica 3 novembre 2013

Occupiamo il posto delle fragole



Il tempo non ha la forza di ledere gli attimi depositati nella nostra memoria.

Siamo schiavi del giorno, mentre lo spazio rimane il custode privo di chiavi del nostro paradiso in terra.

In questo luogo perduto si radicano alberi che descrivono vissuti potenti, arbusti che mimano scene epiche senza muovere neppure una foglia.

L’albero della conoscenza svetta sugli altri e pur crescendo sul piano sa fare della sua corteccia un tratto distintivo.

Vorrei interrogarlo senza sosta per incontrare finalmente i tuoi tratti caratteriali, il  volto umano, il cuore circonciso.

Apollo e Dafne, Adamo ed Eva, Buddha e Maometto hanno fatto degli alberi i testimoni della loro storia.

Non mi interessa conoscerli, nè frequentare le loro novelle. 
Mi interessi tu con le tue radici profonde.

Chi fa del tempo degli affetti un'unità di misura, presto rimarrà sprovvisto d' entrambi.

Concediamoci i frutti, quelli nati dalle radici, che maturano in un giorno come fanno le fragole.

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