venerdì 13 settembre 2013

COLONNA


Ah chissà
quanti templi hai sentito vagire all’ombra di un ulivo
quanti di loro hai cullato tra le venature del tuo stelo
sorretti, protetti, liberati
da sguardi furtivi e vagabondi.
Tu guardiana di varchi intonacati di porpora,
quante danzatrici hanno lanciato stermini di fiori ai tuoi calzari
tu, che gelosamente celi scrigni intarsiati di diamanti albini
tu marmo levigato ed asciutto al tocco di mani tremanti
tu tronco abitato da creature alate
se tu diventassi tronco di natale
ti addobberei con mille palline, ma nessuna di loro
per quanto bella, originale, luccicante, potrebbe
trasmettere la bellezza dei tuoi verdi aghi.
Pungimi anima, pungimi, non temo
spigoli, angoli, quadrati.

Dopo il caffè, le burrose espressioni del tuo viso

Dopo il caffè, le burrose espressioni del tuo viso
spalmano d’allegria le mie fette di pane,
nutri l’antipasto del nuovo giorno con il riso,
zucchero leggero scende e sulle ciglia rimane
mentre con movimenti soddisfatti delle dita riprendi
fedelmente i quadri della tovaglia imbandita,
la marmellata è ai miei occhi una vetrata colorata
i biscotti, piccoli cerchi di luna piena salutanti la nottata,
latte e caffè son il biancoenero di questa trama
il nostro fare colazione è così fantasioso!
Spenderei ore a zoomare indiscreta
sulla genuina masticazione del dolce
sul caffè che ti riscalda pian piano la gola,
sulla nutella ai bordi della tua bocca
degluttisco tremolii di briciole!

mercoledì 11 settembre 2013

Avevi la forza del fulmine randagio...

Avevi la forza del fulmine randagio
la semplicità dei campi di grano
il valore dei raggi solari
le pedalate di uno scalatore
i silenzi di un pescatore
gli occhi del firmamento
gli abbracci della sera
l’empatia dello “straniero” in patria
la tenerezza del tuo essermi... papà.

 
                                    (A mio padre)